Ambient Festival

Cinema

GIOVEDI’ 15 ottobre

CHIOSTRO SAN GIOVANNI Ore 18.00

Il cinema ambientalista giapponese: Hayao Miyazaki

Nausicaä della Valle del vento (Giappone, 1984) – 112’

Uno dei più grandi successi di Miyazaki, sia per popolarità che per incassi. Il film mostra la Terra nel futuro, dopo le terribili guerre che l’hanno devastata (in questo il plot di partenza è molto simile alla serie animata Conan ragazzo del futuro) e che hanno dato vita a una giungla tossica che copre quasi tutto il pianeta, eccetto alcune “isole felici”. In una di queste “isole” vive Nausicaa, principessa della Valle del vento. L’eroina si trova in mezzo ad una guerra combattuta tra due imperi nemici che mettono a repentaglio l’esistenza della Valle del vento e il futuro della terra. Coinvolgente, emozionante, struggente in molti momenti, Nausicaa è il più famoso film del regista e in esso troviamo tutte le tematiche a lui più care: dai temi naturalstici ed ambientalisti, alla critica del progresso senza freni, all’antimilitarismo più tenace e convinto. Pietra miliare dell’animazione giapponese.

CINEMA NUOVO EDEN ore 20.45

Trento Film Festival

Die Seibahndi Claudius Gentinetta (Svizzera, 2008) – 7’

Genziana d’argento per il miglior cortometraggio – ed. 2009

Mentre è a bordo di una cabina in funivia, verso qualche luogo di montagna, un uomo, anziano e raffreddato, cominicia a starnutire. Ad ogni starnuto, la vecchia cabina trasandata comincia a cadere a pezzi. L”uomo però, non è per nulla rassegnato ad un tragico destino e, armato di nastro adesivo, sfida l”improbabile salita.

4 elements – di Jiska Rickels (Olanda 2006) – 85’

Gran Premio “Città di Trento” – Genziana d’oro – ed. 2008

Fin dalla notte dei tempi l’uomo cerca di spiegare gli elementi primari del mondo: Terra, Acqua, Fuoco ed Aria. In questi elementi, qualcuno ha visto il regno degli dei. Per venerarli, gli elementi erano trattati con rispetto. Nel corso dei secoli, durante l’evoluzione dell’umanità, questi elementi sono però stati decifrati, hanno perso la loro essenza mistica e sono stati trasformati in pura materia. Come conseguenza, l’uomo ha perso il rispetto per il loro potere. Le forze della natura sono state usate, ma non sono mai state completamente dominate e controllate. Questo significa che noi stiamo ancora combattendo la battaglia, qualche volta pericolosa, per controllare la terra, l’aria, il fuoco e l’acqua. È affascinante vedere come, coloro che combattono questa battaglia, dimostrano un maggiore rispetto verso gli elementi. In loro riusciamo vedere la scintilla di un impulso primitivo che è ormai quasi del tutto scomparso nell’essere umano.

VENERDI’ 16 ottobre

CHIOSTRO SAN GIOVANNI Ore 18.00

Il cinema ambientalista giapponese: Hayao Miyazaki

Principessa mononoke (Giappone, 1997) – 133’

Ashitaka, un giovane guerriero della dinastia Emishi, è costretto ad uccidere un cinghiale-demone diventato pazzo a causa di una ferita di arma da fuoco. Ferito dall’animale, il giovane deve lasciare il suo villaggio per evitare ai compaesani la maledizione del Demone e,a causa dell’avvelenamento ricevuto, è destinato ad una morte certa. Durante il suo viaggio si imbatte nella giovane San, allevata dai lupi e chiamata Principessa Mononoke,e nei suoi nemici umani, guidati da Lady Eboshi, volitiva leader di un villaggio che basa la sua esistenza sulla fabbricazioni di armi da fuoco, la quale ha come obiettivo la distruzione delle foreste abitate dai lupi e dagli altri animali cari a San. E’ chiaro che non si è di fronte ad una semplice favola di stampo disneyano : Princess Mononoke è una storia di valori, di magia, di crescita. E’ una rappresentazione a volte crudemente realistica, tuttavia ricca di quella filosofia e poesia tipiche del popolo del Sol Levante. Mononoke è il film della svolta per Miyazaki: nonostante molti temi trattati siano usuali nella sua cinematografia, come l’attenzione all’ambiente, le difficoltà dell’uomo in un epoca di cambiamenti, il rapporto tra progresso e natura e il ruolo centrale che hanno nella storia i personaggi femminili, Mononoke colpisce per la crudezza di alcune situazioni e per il generale pessimismo che promana dal film. Lontano anni luce dal Giappone ipertecnologico e caratterizzato dalle stramberie che fanno sorridere (a torto) gli occidentali, il sol levante di Miyhazaki è un luogo pregno di spiritualità che è sempre messa a rischio dai gesti degli uomini. Mononoke è stato un film storico anche dal punto di vista commerciale: ha incassato l’equivalente di 150 milioni di dollari nel solo Giappone ed ha riscontrato un buon successo di pubblico e critica anche negli Stati Uniti. Caso unico, è stato anche distribuito in Italia, dove ahimè, il doppiaggio ha stravolto la parte finale del film facendolo apparire molto più buonista e felice di quanto non sia in realtà.Tra il poema epico, la tragedia greca, il drammone storico, “Mononoke Hime” riesce anche a parlare della Natura, del rapporto dell’uomo con essa prima che con gli altri uomini, della magia che da questa deriva e di come è facile perderla per sempre.

CINEMA NUOVO EDEN Ore 21.00

CinemAmbiente

Puffing Away – di Isaac King (Canada, 2006) – 3’

Mostrando uno stile di vita eccessivo, una creatura si dedica alla propria quotidiana routine, nel corso della quale brucia energia e risorse in modo sfrenato.

Il naturalista – di Barbera, Lo Presti, Parodi, Tozzi (Italia 2008) – 6’

Una gita in campagna, per camminare a piedi nudi su prato, suonando spensierati il flauto: niente di meglio per il Naturalista, che crede basti questo per un rilassante ritorno alla natura… ma ogni passo, ogni azione può avere conseguenze disastrose su questo delicato ecosistema, come ci dimostra questo divertente e ironico cortometraggio, nato dell’unione delle più disparate tecniche d’animazione, perfettamente amalgamate fra loro.

One Water – di S. Chatterjee, Ali Habashi (Usa, 2008) – 67’

One Water, filmato in quindici nazioni per un totale di cinque anni di lavorazione, porta sullo schermo la magia del rapporto tra l’uomo e l’acqua, fonte di vita e di purificazione spirituale nelle più diverse religioni, a volte motivo di contagio e di morte, troppo spesso nelle mani di pochi. Dall’India all’Ungheria, dagli Stati Uniti al Kenya, i registi raccontano tante storie diverse con l’acqua come protagonista, sollevando un inquietante interrogativo: cosa stiamo facendo perché questo bene arrivi anche alle generazioni future? Da segnalare interventi di esperti e personalità come il Dalai Lama, Vandana Shiva e Robert F. Kennedy e la colonna sonora eseguita dalla Russian National Orchestra.

Garbage! – di Andrew Nisker (Canada, 2007) – 76’

Autunno 2005: la famiglia McDonald di Toronto inizia una singolare convivenza con la propria immondizia tenendola in garage per tre mesi. Il risultato? 83 sacchi colmi di spazzatura, 145 kg di umido e un odore poco piacevole. Deus ex machina di questa scelta è il regista Andrew Nisker, il cui scopo è mostrare, attraverso l’esperienza di un nucleo familiare, la reale portata della produzione e dello smaltimento dei rifiuti domestici. I protagonisti di questo intelligente documentario, in cui non mancano momenti spassosi, visitano i posti nei quali vengono stoccati i rifiuti di cui per anni si sono liberati senza troppe domande, costatandone l’impatto non privo di drammatiche conseguenze.

SABATO 17 ottobre

CHIOSTRO SAN GIOVANNI Ore 18.00

Il cinema ambientalista giapponese: Hayao Miyazaki

Laputa: castello nel cielo (Giappone, 1986) – 124’

Ispirato a Swift e a Verne, il primo lungometraggio prodotto dallo Studio Ghibli (nato per volontà dello stesso Miyazaki e punto di riferimento per tutti gli appassionati di animazione del mondo) narra la vicenda di due ragazzi (Pazu e Sheeta) e della loro ricerca dell’isola/fortezza volante di Laputa. In questa rierca sono aiutati da una banda di pirati alquanto strampalati e guidati da una terribile nonnetta e dal ciondolo di Sheeta, una pietra magica contenente una straordinaria energia proveniente dall’isola stessa. Nonostante l’ambientazione tecnologica e avventurosa, anche in Laputa il tema ambientalista è dominante: la fortezza resta disabitata e accoglie al suo interno una natura selvaggia e incontaminata ed i cattivi di turno fanno una brutta fine. Come in tutti i film del regista colpisce l’approfondimento psicologico dei personaggi, la sublime tecnica realizzativa e l’abilità di Miyazaki nell’alternare scene drammatiche e momenti leggeri e divertenti. Il protagonista maschile è ricalcato sia nei tratti somatici che in quelli caratteriali sull’immagine di un altro eroe miyazakiano, Conan, protagonista di una serie animata di successo e più volte trasmessa anche in Italia.

CINEMA NUOVO EDEN Ore 21.00

Trento Film Festival

Kde Jsem? – di Mark Olexa (Italia, 2008) – 12’

Circondati da neve, solitudine e montagne tre slovacchi lavorano in un rifugio in Val Senales. Per cinque mesi non vedono le loro famiglie. Adesso è arrivato il momento di tornare a casa e fare i conti con la vita degli affetti e dei sentimenti, lasciata in sospeso per lungo tempo e soffocata dal duro lavoro e dalla fatica. Questo film, attraverso immagini semplici e delicate, racconta in modo nitido e ispirato la vita nel rifugio al giorno d’oggi e la malinconia di “fine stagione” in montagna, evocando la nostalgia e l”ansia che precede il ritorno a casa.

La Stava dei Balcani – di Tiziana Raffaelli (Italia, 2008) – 33’

Il film racconta le straordinarie analogie, nelle cause, nelle modalità e nelle conseguenze, tra il disastro di Stava, in Val di Fiemme (Trentino) nel 1985 e quello misconosciuto che nel 1966 provocò a Sgorigrad (Bulgaria Nord-Ovest) quasi 500 vittime. Attraverso le toccanti parole dei testimoni oculari, che per la prima volta hanno avuto l’opportunità di raccontare pubblicamente i loro ricordi, il documentario cerca di ricostruire la dinamica dei fatti e le conseguenze ancora oggi tangibili per la comunità locale.

Cheyenne, trent’anni – di Michele Trentini (Italia, 2009) – 58’

Nata in Baviera, Cheyenne ha frequentato una scuola per pastori e ha lavorato come transumante nella Foresta Nera e in Svizzera. Dal 2001 vive in Val di Rabbi dove pascola il suo gregge “per la cura ed il mantenimento del paesaggio”, grazie ad una convenzione con il Comune. La costruzione dei recinti, la cura delle malattie delle pecore, le transumanze nella valle, il pascolo in solitudine e l’incontro con gruppi di turisti scandiscono l’estate di Cheyenne. La natura e la libertà. Il lavoro e le scelte. Gli sguardi e i silenzi, nelle immagini e nei racconti di una giovane pastora.

DOMENICA 18 ottobre

CHIOSTRO SAN GIOVANNI Ore 18.00

Il cinema ambientalista giapponese: Akira Kurosawa

Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure (Giappone,1975,140′)

Un film sull’amicizia, sul rapporto (non convenzionale) tra uomo e natura; una straordinaria storia d’umanità, e senz’altro uno dei più bei film del regista giapponese. Fu realizzato dopo un tentato suicidio e ben cinque anni di inattività. Un grande senso onirico pervade tutto il film e molte sono le scene che colpiscono: l’incontro con un cacciatore cinese vecchio e stanco, il piccolo cacciatore chino ed immobile a fianco al fuoco del camino, le voci quasi sovrannaturali della foresta. La filosofia di Dersu è basata sul rispetto della natura e degli uomini,una visione panteista del mondo, per lui delimitato dalla taiga. Il film profonde uno sguardo di grande dolcezza sui personaggi e sulla natura. Nonostante la lunga durata, la vicenda si adagia su un respiro lento ed epico al contempo.

CINEMA NUOVO EDEN Ore 21.00

CinemAmbiente

No penguin’s land di Marcel Barelli (Svizzera, 2008) – 9’

In un futuro ormai prossimo, la calotta di ghiaccio che un tempo ricopriva l’Antartide, sarà completamente sciolta per il surriscaldamento globale. Un pinguino in cerca di un po’ di refrigerio si lascia convincere a partire da una cartolina raffigurante le innevate Alpi svizzere. Ma la guardia alla frontiera elvetica non sembra per niente intenzionata a lasciarlo passare… Divertente cortometraggio, che fonde animazione e fiction, in cui non mancano i colpi di scena.

The nuclear come back di J. Pe,berton (Nuova Zelanda, 2007) – 75’

Da qualche anno si sta assistendo a una rinascita dell’interesse per l’energia nucleare. Le cifre parlano chiaro: 27 nuove centrali in costruzione e altre 136 in progetto per i prossimi 10 anni. In un pianeta afflitto dal surriscaldamento globale, la scissione dell’atomo rappresenta per molti l’unica soluzione alle tradizionali fonti energetiche con il loro pesante bagaglio di emissioni. Ma i rischi e le contraddizioni di una simile via sono ben noti… The Nuclear Comeback affronta in modo preciso e dettagliato un argomento di scottante attualità, portando lo spettatore in luoghi fino a ora inaccessibili, come la sala di controllo della centrale di Chernobyl, in cerca di ogni risposta possibile.

Going north di Eugenio Manghi (Italia, 2008) – 64’

Una delle conseguenze più preoccupanti del riscaldamento globale è la minaccia alla biodiversità del pianeta: in un periodo di profondi cambiamenti climatici, flora e fauna si trovano ad affrontare condizioni diverse da quelle che nei millenni hanno favorito il loro sviluppo. Il film documenta in modo approfondito, ricorrendo a immagini spettacolari, un fenomeno di recente scoperta, lo spostamento verso nord, all’interno dell’emisfero boreale, di specie animali e vegetali in cerca di climi più freschi attraverso i cosiddetti “corridoi biologici”, zone scarsamente popolate dall’uomo, cui spetta il compito di favorire, in questo difficile periodo, la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi.

LUNEDI 19 ottobre

CINEMA NUOVO EDEN ore 21 – ingresso 5 euro

Evento Speciale – anteprima del film

The age of stupid” di Franny Armstrong (Inghilterra, 2009, 92′)

Citato come uno dei film più importanti del nostro tempo, l’acclamato documentario di Franny Armstrong, è interpretato dal candidato agli Oscar Pete Postlethwaite (Nel nome del padre, I soliti sospetti). The Age of Stupid, sostenuto anche da Greenpeace e WWF, rappresenta un messaggio preciso e coinvolgente, un allarme sul mondo di oggi, in vista della Conferenza di Copenhagen dove – il prossimo dicembre – dovrà essere ratificato il nuovo trattato sul clima, che aggiornerˆ il Protocollo di Kyoto. Il film racconta la storia di un uomo solo in un mondo devastato in un futuro non troppo lontano dal nostro: siamo nel 2055 e la domanda che il protagonista si pone, e pone a noi che lo guardiamo con una trentina d’anni d’anticipo è “Perchè non ci siamo salvati quando ne avevamo l’occasione?”

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